ARTIGIANATO SICILIA Torna alla Homepage
spacer
cerca prodotti Ricerca tra i prodotti cerca aziende Territori
 
cerca aziende Ricerca tra le aziende
 
dati economici
  I settori di eccellenza
  Artigianato
  Turismo
  Alcuni Artigiani
  Alcune Strutture turistiche
Associazioni di Categoria
  Confartigianato
  CNA
  Casartigiani
  Confapi
Camere di Commercio
Artigianato Artistico
  Gli sfilati
  La pietra di Modica
  La ceramica
  Il Corallo
  La ceramica a Erice, Sciacca e Burgio
  La Ceramica di Caltagirone
  La Ceramica a Santo Stefano di Camastra
  Le campane
  La cartapesta
  Il merletto, il ricamo e le trine
  Alcuni artigiani della provincia di Messina
  Cioccolato artigianale di Modica
Contributi e Agevolazioni
freccia I Dati Economici

 

I dati economici

 

Questo studio  è stato elaborato dall’Ufficio progettazione e valutazione dell’Unioncamere sicilia nella fase di stesura del presente progetto.

 

In Sicilia le unità locali artigiane censite dall’ISTAT sono 67.082 con 123.326 addetti, evidenziando una netta vocazione, dell’economia regionale, artigiana. Ne è testimonianza la percentuale delle unità locali e degli addetti artigiani sul complesso dell’economia, con livelli più alti della media del Centro Sud, anche se un poco inferiori a quelli della media nazionale.

 

Le Camere di Commercio e le Associazioni di categoria

Oltre ai tipici servizi, quali quelli relativi Registro delle Imprese, agli Albi e Ruoli, Marchi e brevetti, e della Camera Arbitrale, vengono offerti alle imprese servizi di informazione e consulenza sull’Europa, assistenza/consulenza per l’internazionalizzazione,  organizzazione di fiere, meeting, missioni. Per quel che riguarda specificatamente l’artigianato, vediamo che vi è un’attenzione particolare alla promozione dell’artigianato tipico della regione. Accanto all’attività delle Camere di Commercio provinciali si ricorda l’importante ruolo assunto da Unioncamere regionale.

Le Associazioni di Categoria, oltre alla veste di fornitori di servizi, rivestono per gli associati l’importantissimo ruolo di rappresentanza politica e sindacale di cui è testimonianza recente la bilateralità . Un ultimo aspetto che ricordiamo, per il legame tra Associazioni di categoria e Consorzi fidi (l’attività svolta dalle sedi periferiche dislocate presso le sedi delle Associazioni riveste un ruolo in genere rilevante) è l’attività dei Confidi.

 

Distretti industriali e relazioni produttive locali

La Sicilia risulta priva di distretti industriali ma è caratterizzata da molti sistemi locali del lavoro, spesso di piccola dimensione. Tra questi quello della carta a Francavilla; tre sistemi specializzati nella fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi: Custonaci, Villafranca Tirrena e Santo Stefano di Camastra (ceramica artistica). Nella Sicilia centrale i sistemi locali di Enna, Bronte e Troina a ovest dell’Etna hanno una qualche presenza del tessile e abbigliamento. Infine ci sono cinque sistemi locali caratterizzati dalla fabbricazione dei mezzi di trasporto, tra cui spicca il grande stabilimento di Termoli Imerese.

Fra i nuclei di artigianato artistico, oltre a quelli insediati nelle città maggiori, ricordiamo Caltagirone (Catania), il centro di più antica tradizione e di maggior attività di tutta l'isola nel campo della ceramica, con molte botteghe, un Museo specializzato e un Istituto d'Arte particolarmente orientato alla produzione ceramica. Poi Centro Sudacca (Agrigento) ospita un Istituto d'Arte, che raccoglie molte testimonianze di artigianato della zona. L'antica tradizione ceramica della città trova riscontro nell'attività di alcune botteghe rivolte alla produzione di manufatti artistici.

 

L’artigianato nelle attività economiche regionali

Prendendo in considerazione i Grandi Settori , in ambito manifatturiero quello a maggior vocazione artigiana in Sicilia, considerando sia il numero di UL che quello di addetti, è nelle produzioni di beni per la persona e per la casa. Non si discostano poi molto da tale livello la meccanica leggera e l’alimentare, sempre al di sopra dei livelli di CENTRO SUD e della media nazionale. Anche nel GRANDI SETTORI “grandi industrie e altre”, pur in presenza di quote artigiane normalmente inferiori, i livelli sono superiori alle medie delle aree di confronto.

Nei i servizi alle persone la quota artigiana è molto superiore alla media CENTRO SUD ma generalmente più allineata a quella italiana. Per i servizi alle imprese (tabella 2b) gli occupati nell’artigianato superano i rispettivi valori del CENTRO SUD ma restano al di sotto di quelli medi nazionali.

Il valore aggiunto siciliano rappresenta il 15.5% di quello CENTRO SUD e il 3% di quello prodotto in Italia (Tabella 3); mentre le esportazioni da parte delle imprese artigiane della regione hanno un’incidenza appena sopra l’unità sul totale italiano e di quasi un decimo sul valore CENTRO SUD (Tabella 4). La Sicilia è caratterizzato da una propensione artigiana ai mercati esteri abbastanza modesta.

In Sicilia le specializzazioni artigiane riguardano, in ordine decrescente, le attività “alimentare”, “prodotti minerali”, “legno”, “mezzi di trasporto”, “carta” e “prodotti chimici”.

L’alimentare ha specializzazione in molte regioni CENTRO SUD e la Sicilia globalmente si colloca tra le posizioni più elevate. Lo stesso si può dire per la sottosezione dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi. Per il legno l’indice della Sicilia è ampiamente sopra l’unità ma in virtù delle grandi differenze tra i vari indici regionali si colloca in posizione intermedia.

Nei mezzi di trasporto la specializzazione artigiana non è molto diffusa tra le regioni, così che dopo l’elevato indice della Liguria (3.7) si posiziona proprio la Sicilia.

Vista la la disaggregazione settoriale del territorio regionale, vi è una larga sovrapposizione tra settori a specialità artigiana e quelli a specialità complessiva. In termini occupazionali  poi, gli occupati manifatturieri artigiani incidono di circa il 50% come del resto gli occupati totali; dobbiamo anche rilevare come qui si trovino sia sottosezioni che includono attività e industrie comunemente di piccola impresa, quali quello alimentare, del legno e dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi, sia quelli tipicamente di grande dimensione come la fabbricazione di mezzi di trasporto e i prodotti chimici, che hanno un contorno artigiano molto rilevante.

 

Variazioni nell’ultimo decennio

Negli utimo 10 anni le unità locali artigiane siciliane guadagnano 2.373 addetti (2% media naCentro Sudta/mortalità). In percentuale questo incremento risulta in controtendenza con l’andamento prevalente in Centro Sud, caratterizzato da diminuzioni più o meno accentuate. Le crescite maggiori comunque riguardano il numero di unità locali, che salgono di 8470 unità (pari al 14.5%), al un tasso più elevato di tutte le regioni CENTRO SUD dopo il Lazio (23.5%). La dimensione media per UL passa da 2.1 addetti nel 1994 a 1.8 nel 2004. Il trend positivo dell’artigianato non ha riscontro nell’economia non artigiana, come rilevata dal Censimento. Infatti le unità locali non artigiane, pur ottenendo una variazione positiva di circa 16.401 unità (10.5%), crescono meno, e si ridimensionano fortemente dal punto di vista occupazionale, perdendo quasi 68.000 addetti (-12.4 %), molti di più in percentuale di quanto si verifichi nelle altre regioni. La dimensione media per UL passa da 3.5 a 2.8 unità.

Nella manifattura viene addirittura rafforzato il trend globale e positivo dell’artigianato, con un aumento di quasi 3800 unità locali (+22.1%) più forte in assoluto rispetto al livello di tutte le altre regioni italiane; contemporaneamente si assiste a una creCentro Sudta occupazionale (3.1%) pari a 1340 addetti in più, così che la Sicilia coerentemente con quello che avviene nell’artigianato ha l’incremento più elevato dell’area CENTRO SUD dopo quello della Calabria (4.1%). In altre regioni si assiste a significative perdite occupazionali. Del resto anche i servizi sono in creCentro Sudta con incrementi percentuali più alti di quelli italiani ma piuttosto allineati con quelli CENTRO SUD.

All’interno dell’industria manifatturiera, è in perdita il tessile e il legno. Aumentano le unità locali e diminuiscono un po’ gli addetti nei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi.

Grande boom invece per l’alimentare, che in Sicilia comprende le attività manifatturiere più robuste e diffuse, un po’ come si è verificato nella maggior parte delle regioni italiane anche se qui l’incremento è superiore. Anche in questo caso dobbiamo rimarcare il notevole passo avanti fatto da tutto il grande settore della meccanica leggera.. Buone anche le performance nella fabbricazione dei  mezzi di trasporto dove le UL sono aumentate quasi della metà e gli addetti del 37.6%, ottenendo dei valori sempre superiori alle medie.

Anche in Sicilia si evidenzia un grande boom per i servizi alle imprese, pur restando i servizi alle persone numericamente più importanti. Le UL artigiane sono aumentate del 88.6% pari a 3614 unità ad un tasso percentuale inferiore solamente, tra tutte le regioni, a quello del Lazio (176.4%) e della Puglia (91.9%), gli addetti del 77.9%, cioè di 5339 unità in maniera più accentuata rispetto alla media italiana e CENTRO SUD (tabella 16). All’interno sono specialmente i trasporti a crescere. I servizi alla persona crescono in termini di unità locali, mostrando un ristagno occupazionale.

In Sicilia tra il 1991 e il 1996 le macchine elettriche acquistano la specializzazione totale, collocandosi secondo la matrice nel quadrante NA/T; mentre mezzi di trasporto e prodotti chimici arrivano alla specializzazione congiunta, ottenendo rispettivamente quella totale e quella artigiana.

Tra il 1994 e il 2004 le esportazioni artigiane passano da 154 a 285 milioni di €, ottenendo una performance abbastanza in linea con quella CENTRO SUD ma lievemente inferiore a quella dell’Italia. L’incremento di valore aggiunto appare superiore alla media CENTRO SUD

 

  ARTIGIANATO SICILIA