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Il settore turistico nazionale sta vivendo, da qualche anno a questa parte, un periodo di forte variabilità, in virtù di una serie di cause sia strutturali che congiunturali. Tra queste è possibile citare l’instabilità internazionale, i costi elevati di gestione, il rapporto qualità/prezzo spesso inadeguato dell’offerta nazionale ed una scarsa capacità di promozione del prodotto Italia all’estero; tutti fattori, questi, che hanno contribuito a far perdere parzialmente competitività al nostro Paese a favore di altre destinazioni del Mediterraneo. Da sottolineare, però, che, almeno secondo gli ultimi dati disponibili, dopo un biennio di particolare difficoltà, il 2005, ma soprattutto il 2006, hanno evidenziato una chiara ripresa del comparto, almeno nella componente del turismo internazionale.

In particolare, segnali positivi si sono registrati dalla Sicilia, sulla scia di una congiuntura favorevole, che sembra essere tornata meta privilegiata del turismo, in particolare estero. La ripresa del turismo ha avuto conseguenti effetti positivi sull’intera economia locale, data anche la centralità di tale comparto nel tessuto produttivo e nella formazione della ricchezza regionale.

L’incremento della domanda e, quindi, dell’offerta turistica va, comunque, oltre il comparto degli alberghi/ristoranti, cui di norma si pensa quando si fa riferimento alla ricettività. Essa penetra direttamente e indirettamente in una miriade di attività che spaziano dall’agricoltura all’industria di trasformazione, dalla distribuzione commerciale all’artigianato, dagli spettacoli alla cultura, oltre che, naturalmente, agli altri comparti che afferiscono direttamente all’indotto come, ad esempio, le agenzie di viaggio ed i tour operator. In Sicilia in particolare, numerosi sono i vantaggi che si potrebbero trarre da uno sviluppo del turismo, settore non solo idoneo a creare un buon numero di posti di lavoro, ma anche capace di veicolare la crescita dell’economia locale per via dell’effetto positivo esercitato su tutti gli altri settori a partire dai servizi, tradizionalmente centrali nel tessuto economico siciliano.

 

La vetrina dei territori. Una presentazione e promozione dei territori provinciali e delle loro peculiarità, con particolare riguardo al profilo turistico.

 

Agrigento     Caltanissetta     Catania   Enna    Messina     Palermo    Ragusa    Siracusa      Trapani

 

 

 

IL SETTORE TURISMO (INDAGINE)

 

Questo studio  è stato elaborato dall’Ufficio progettazione e valutazione dell’Unioncamere sicilia nella fase di stesura del presente progetto.

 

L’approccio metodologico. 

E' stata realizzata una analisi SWOT attraverso un benchmarking regionale  volto a definire il posizionamento della Sicilia rispetto ai principali fattori normalmente utilizzati per definire la capacità competitiva dei territori in termini di attività economica.

Sul piano metodologico, l'analisi si è svolta in tre step distinti:

- prima fase: si proceduto al censimento delle fonti statistiche e alla raccolta e all’analisi dei dati al fine di costruire indicatori in grado di qualificare adeguatamente i fattori localizzativi oggetto del benchmarking;

- seconda fase: si è proceduto alla sintesi degli indicatori elaborati nella fase precedente, al fine di identificare due macroindicatori (gli assi degli schemi di benchmarking) per ciascuno dei dieci fattori economici;

- terza fase: si è proceduto alla valutazione quali-quantitativa del fattore economico relativo all’attrazione turistica, identificando punti di forza e debolezza, minacce e opportunità rispetto alle altre regioni italiane.

I macroindicatori ed i rispettivi indicatori ( Fonte: Istat, Ist. G. Tagliacarne, Progetto Europa) utilizzati per quantificare questa analisi sono stati:

1.  l'adeguatezza dell’offerta ricettiva:

- esercizi alberghieri per 1000 abitanti;

- strutture extra-alberghiere (campeggi e villaggi turistici per 1000 abitanti);

- abitazioni non occupate utilizzate per vacanza per 100 abitanti;

2. l'attrattività turistica:

- totale arrivi per 100 abitanti;

- totale presenze per 100 abitanti;

- permanenza media;

- aeroporti: n. passeggeri sbarcati per 100 abitanti;

- porti: n. passeggeri sbarcati per 100 ab. (cabotaggio).

Dati 2004/2005 e 2006

 

 

RISULTATI

Offerta ricettiva dell'area e attrattività turistica:Sicilia

 

  Il grafico conferma l'esistenza nella regione Sicilia di un problema di deficit delle infrastrutture alberghiere, inferiore soltanto a quello che si registra in Calabria, Basilicata, Lombardia e Lazio (0,2 per 1000 abitanti contro un valore medio nazionale pari allo 0,6) e extra-alberghiere (0,02 per 1000 abitanti contro un valore medio italiano dello 0,04). Il dato è riequilibrato dalla presenza di abitazioni non occupate utilizzate per vacanza, dove si riscontra un valore regionale pari al 6,4 ogni 100 abitanti, contro uno medio nazionale del 4,7.

Per quanto riguarda l’attrattività turistica, i dati che emergono dall'analisi della maggior parte degli indicatori (totale arrivi per 100 abitanti, presenze per 100 abitanti, permanenza media e il flusso di passeggeri sbarcati negli aeroporti per 100 abitanti) sono inferiori rispetto a quelli medi nazionali.

L’analisi SWOT conferma che il turismo rappresenta per l’economia siciliana un comparto ad elevatissima potenzialità, fino ad oggi non sufficientemente valorizzato e sfruttato.

L'analisi dei dati e i colloqui avuti con alcuni testimoni privilegiati hanno tuttavia messo in evidenza i notevoli passi avanti compiuti negli ultimi anni nella direzione di:

- valorizzare e promuovere i vantaggi localizzativi ambientali specifici della Regione Sicilia, che, come noto, dispone di “invidiabili” risorse naturalistico-ambientali, e storico-culturali;

- potenziare le infrastrutture ricettive esistenti: le strutture alberghiere sono in crescita e denotano dimensioni medie notevolmente più elevate della media nazionale (30 camere per albergo contro una media nazionale di 28 );

- destagionalizzare l’offerta turistica, anche se negli ultimi anni si è constatata una certa inversione di tendenza, soprattutto nelle presenze straniere nell’arco di tutto l’anno;

- qualificare le risorse umane operanti nel settore, al fine di sviluppare competenze strategiche sul territorio.

Anche in questo settore i rischi maggiori provengono dai paesi competitor del Mediterraneo, che hanno conseguito ottimi risultati in termini di arrivi e presenze di turisti stranieri (ad esempio il 17% dei turisti tedeschi nel 2006 si è recato in Spagna e solo il 7% in Italia).

In questo contesto, le opportunità del territorio sono legate alla capacità di intervenire in tre ambiti critici:

- la progettazione di una strategia unitaria di sviluppo turistico, in grado di coordinare le iniziative messe in campo dai diversi soggetti locali e di delineare un piano progettuale turistico quanto più omogeneo e integrato con gli altri comparti del territorio;

- il potenziamento e l’incentivazione del turismo di nicchia (agriturismo, congressuale, enogastronomico, ecc.), che può rappresentare uno strumento utile ai fini del superamento del problema della stagionalizzazione dell’offerta. Questo aspetto è tra l’altro fortemente legato al miglioramento complessivo dell’offerta del territorio e al potenziamento delle infrastrutture fisiche e dei servizi che agevolino l’arrivo e la permanenza del cliente;

- la messa a punto di strategie di attrazione di turisti fissi ( una o più settimane )

 

 

Punti di forza Punti di debolezza

Clima favorevole in ogni stagione dell’anno

Presenza di aree archeologiche di elevato interesse

Presenza di centri storici di alto valore culturale

Particolare rilevanza ambientale e paesaggistica

Individuazione di circuiti integrati e distretti turistici potenziali

Diversificazione in atto dell’offerta turistica

Forte radicamento della cultura locale

Insufficiente sfruttamento delle potenzialità del turismo culturale

Eccessiva concentrazione stagionale dei flussi turistici

Modesta diffusione dei servizi di marketing e di promozione territoriale

Inadeguatezza delle strutture ricettive extra-alberghiere

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