La Ceramica a Santo Stefano di Camastra

I primi ad esercitarla furono gli Arabi del X Secolo come è stato rilevato da antiche fornaci.
Tracce di antiche fornaci e varie testimonianze d’archivio hanno fatto presupporre l’esistenza di un’attività ceramica sin dall’epoca araba. I primi ritrovamenti ceramici risalgono alla scoperta del vecchio cimitero comunale (1878-1880). Il cimitero vecchio rappresenta l’espressione più genuina della creatività degli artigiani stefanesi. I manti ceramici ritrovati sulle tombe costituisconi il più vasto campionario di produzione maiolica pavimentale.
La ricostruzione della città, avvenuta nel 1682 da un forte impulso alla produzione dei laterizi (tegole e mattoni), la quale trae vantaggio dallo spostamento del centro abitato più a valle dove esistono cave di argilla più pregiate. Nel XVIII secolo, quando il cotto comincia ad essere smaltato, l‘arte fittile stefanese subisce un grande salto di qualità, potendo così competere con quelle di Caltagirone, Palermo, Trapani e Napoli.
Le tecniche per la produzione dello smalto e dei colori vengono apprese dai maestri maiolicari provenienti da Napoli. L’attività non si limita più alla produzioni di materiali da costruzione e di uso domestico, ma riguarda anche ceramiche artistiche impiegate nella decorazioni di ambienti interni ed esterni dei palazzi gentilizi. All’inizio di questo secolo (1934) viene istituita la Scuola Regionale d’Arte per la Ceramica. La produzione compie un salto di qualità tanto all’interno quanto all’estero (Ceramiche stefanesi oggi sono presenti nelle fiere internazionali di New York, Toronto, Francoforte, Barcellona etc…)
Da oltre 300 anni il fuoco che alimenta i forni per cuocere i manufatti ceramici non si è mai spento.
La ceramica stefanese vanta un repertorio ricchissimo di forme, figure e colori, nella produzione di fioriere, piatti, brocche, vasi e mattonelle con le tradizionali decorazioni policrome. Caratteristica costante di questa ceramica è una certa saporosa origine rustica che si accompagna alla brillantezza degli smalti ed al gusto pittorico delle decorazioni, così come si riscontra nell’antico palazzo Trabia della fine del ‘700.
I colori essenziali di queste maioliche sono il verde rame, il giallo arancione, il blu cobalto ed il bruno manganese che pur attenendosi alle geometrie tipiche dello stile Luigi XIV, mantengono l’elemento rustico del gusto siciliano. Il successo dell’economia stefanese sta nel fatto che non vengono esportati soltanto i prodotti ma insieme ad essi anche la cultura che li ha generati, il loro processo lavorativo, l’entusiasmo con cui sono stati concepiti e realizzati.
Proprio nel XIX Secolo, pur mantenendo viva la tradizione artigiana acquisita e sperimentata, si assiste alla trasformazione della tecnica di produzione da artigianale ad industriale. Il reportorio dei decori in un primo momento non è molto vasto ma in seguito lo diviene, essendo venuti i ceramisti del luogo con ceramisti napoletani. Per migliorare anche la tecnica pittorica alcuni artigiani chiamano a Santo Stefano ceramisti francesi che si fermano parecchi anni a lavorare per loro.
Per informazioni:
Museo delle ceramiche Piazza Duca di Camastra
98077 Santo Stefano di Camastra (Me)
Tel. 0921-331110
Fonte: Associazione Italiana città della ceramica