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| Olio |
TRA VALLATE E COLLINE ALLA RICERCA DEL GUSTO E DELLA QUALITÀ.
La Sicilia si propone da qualche tempo come la regione più dinamica e incisiva nel panorama olivicolo nazionale in virtù del fattivo impulso dei produttori locali. Si possono infatti evidenziare alcuni comprensori particolarmente produttivi e tra questi, di particolare interesse è il Trapanese. Nei paraggi di Erice e sulle alture che scendono fino a Castellamare del Golfo, troviamo oliveti storici e moderni realizzati, questi ultimi, con impianti razionali e a contenuti costi di produzione dalle numerose Aziende particolarmente attive e presenti sia sui mercati nazionali che internazionali. La seconda sosta degna di menzione e attenzione per quantità e qualità di produzione, é il Mazzarese e la Valle del Belice con epicentri in Campobello di Mazara, Castelvetrano e Partanna, che si estende alla Valle di Erice comprendendo tutto l’Agro Ericino. E' il territorio della DOP VALLI TRAPANESI. Qui l’olivocoltura risale ai tempi delle denominazioni arabe e spagnole e, sin da allora la bontà di quest’olio dal gusto armonico e ricco di eccezionali qualità chimiche ed organolettiche é stata apprezzata dagli intenditori. Le caratteristiche pedoclimatiche dell’area di coltivazione ed un sapiente olivaggio (50-60% di Cerasuola, 30-40% di Nocellara, 10-20 di Biancolilla ed altre) sono il successo del Dop Valli Trapanesi. L’extravergine VALLE DEL BELICE, in attesa di riconoscimento, vanta un’altrettanto antica tradizione che ritroviamo nel gusto ricco e purissimo di quest’olio. É a Castelvetrano, Campobello di Mazzara, Partanna, Salaparuta, Santa Ninfa e Poggioreale, che la Nocellara del Belice ha costituito sin da tempi remoti un’importante risorsa per lo sviluppo della sua popolazione. I Selinuntini infatti, coltivarono e propagarono l’olivo colonizzando le vallate e le terre fertili dell’entroterra, intorno ai fiumi Betice e Modione. Le antiche macine per olive del V° secolo a.C. rinvenute a Selinunte, testimoniano ancora oggi la già diffusa produzione dell’olio in questa zona che si estende per circa 12.000 ettari ed é uno dei pochi esempi al mondo per l’omogeneità delle caratteristiche pedoclimatiche e varietali. Proprio queste condizioni hanno permesso alla cultivar autoctona, Nocellara del Belice, di esprimere al meglio le sue potenzialità produttive. In quest’olio extravergine, dalla bassa acidità e prodotto per circa 29.000 quintali annui, “sfumature” di Biancolilla, Giarraffa, Cerasuola, Buscionetto, Santagatese e Ogliarola messinese, (aggiunte alla Nocellara del Belice) rendono il sapore fruttato e dalla composizione aromatica robusta. Ma continuando...
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ALLA RISCOPERTA DI UN ANTICO TESORO |
| Entriamo nell’Agrigentino e, tra le ondulazioni delle coste occidentali fino all’area montana di Caltabellotta, Ribera e Calamonaci, troviamo la DOP VAL DI MAZZARA, nome del più vasto compartimento in cui era divisa la Sicilia dal basso Medio Evo fino al 1812. I Normanni che dominarono l’Isola, la divisero poi in tre “giustizierati” detti Valli: Val di Mazzara, Val di Noto, Valdemone, é la zona che comprende il territorio tra le province di Palermo ed Agrigento. La grande quantità di olio prodotta, circa 144.000 quintali, ha un’acidità massima del 5%, un sapore fruttato medio con leggere sensazioni di amaro e piccante, che danno all’olio una buona persistenza aromatica. |
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| IL GUSTO ED I SAPORI DEL BAROCCO |
...li scopriamo sostando nel ragusano e nel siracusano, particolarmente a Chiaramonte Gulfi, Mineto e Frigentini. Nella DOP DEI MONTI IBLEI, l’olio si distingue per l’eccellente finezza del gusto e dell’aroma. La coltivazione dell’olivo che dai Monti Iblei, tra Siracusa, Ragusa, Catania discende dolcemente per il versante delle Madonie, passando per il Golfo di Noto fino a toccare l’estremo lembo meridionale della Sicilia, risale a tempi remoti, quando veniva usato come pregiata moneta di scambio. Qui, tra i vasti altipiani alternati a profonde valli dette “cave”, con dislivelli che spesso superano i 200 metri, troviamo in prevalenza la cultivar Tonda di Iblea, ma di recente sono state introdotte altre varietà come la Moresca nel Frigentino, la Biancolilla, la Nocellara Etnea e la Sanbenedettese nel Calatino. L’olio di questa zona é particolarmente apprezzato per la sua media intensità di fruttato con una punta di dolce ed una sfumatura piccante che esaltano in modo sano e concreto le pietanze. |
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| LA GARANZIA DELLA TIPICITA’ |
E’ quella che apprezziamo nella tappa più ad oriente dell’Isola, tra il siracusano, il catanese e il messinese. Le coltivazioni qui, più promiscue non sono comunque meno pregevoli, tanto che per le caratteristiche organolettiche di quest’olio si attende la denominazione di origine protetta. La storia, il mito, il fascino, l’unicità del paesaggio e le tecniche colturali particolari, concorrono a rendere tipico, l’olio extravergine MONTE ETNA, ottenuto dalla Nocellara Etnea per un buon 65% e dall’aggiunta di varietà Moresca, Tonda Iblea, Ogliarola Messinese, Biancolilla, Brandofino e Castiglione per il restante 35%. Coltivato nelle zone che si estendono tra il versante occidentale e settentrionale dell’Etna, é uno degli olii siciliani più famosi in Italia e nel mondo, anche per i grandi quantitativi prodotti. L’ultima sosta é nel Valdemone che raggiungiamo risalendo le zone costiere settentrionali del Vulcano. Già alla fine del 400, come testimoniano i primi frantoi impiantati nel Comune feudale di Samperi, l’olivocoltura é diffusa in tutto il territorio messinese ad esclusione dei rilievi montuosi dei Peloritani e dei Nebrodi. Tra le colline prospicenti la fascia costiera fino alle falde e alle lunghe vallate che costeggiano le tipiche fiumare messinesi, troviamo l’Ogliarola messinese, la Santagatese, la Minuta, l’Olivo di Mandanici, la Nocellara Messinese, l’Ottobrattica, la Brandofino, la Verdella e la S. Benedetto, che producono un olio il VALDEMONE dall’aspetto limpido e leggermente velato, dal colore giallo oliva dorato, mediamente fruttato e dal sapore dolce.
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