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Prodotti di filiera
Riconoscimento di filiera
Il processo di promozione del prodotto agro alimentare siciliano, non può prescindere dall’allargamento della base di sviluppo produttivo e qualitativo dell’attuale sistema economico - produttivo .
Questo solleva non pochi problemi, soprattutto di carattere organizzativo, ma anche necessità di investimenti di tipo strutturale, infrastrutturale e nei servizi.
Questi processi e questi percorsi, necessitano di un forte livello d’integrazione e di coordinamento degli strumenti d’intervento, di una vera e propria “cabina di regia” nella quale siano responsabilizzati anche gli attori principali, ovvero i soggetti economici direttamente interessati al processo: le imprese.
Lo strumento del “riconoscimento di filiera” recentemente promosso dal MIPAF, sembra essere, a questo riguardo lo strumento privilegiato per un’operazione di medio termine di questo tipo.
Infatti, oltre a poter rappresentare il coordinamento degli strumenti d’intervento pubblici sia degli Enti regionali preposti sia degli Enti territoriali presuppone una forte responsabilizzazione, in una forma consortile, dei diretti beneficiari: le imprese agricole ed agro alimentari, i soggetti del commercio, della logistica e dei servizi.
L’esperienza degli ultimi anni ha però dimostrato, che il punto debole del sistema agro alimentare siciliano, ed in particolar modo delle PMI che in larga misura lo compone, sia proprio il livello organizzativo.
L’azione che si propone mira proprio a determinare le condizioni affinché i soggetti beneficiari potenzialmente interessati, possano organizzarsi per presentare un sistema di filiera destinato all’allargamento della base di imprese vocate all’esportazione e nel contempo a diversificare i mercati di sbocco, anche in funzione delle caratteristiche dei prodotti (masse critiche, volumi ecc.) delle PMI agro alimentari siciliane.
>> Alcuni progetti di Filiera
Vitivinicolo delle DOC e IGT della Sicilia occidentaleTerritorio
Le tre province di Trapani, Agrigento e Palermo, comprendono ben l’80% della superficie media siciliana destinata a vite e il 63,6% delle imprese vitivinicole siciliane, delineando la presenza di un cluster di imprese specializzate nella produzione di vino. Tale cluster occupa la porzione nord-occidentale dell’Isola, includendo, per la provincia di Trapani, i territori di Marsala, Trapani, Paceco, Alcamo, Mazara del Vallo, Salemi, Castelvetrano, e l’isola di Pantelleria; per la provincia di Palermo, il territorio di Partinico, San Giuseppe Jato, San Cipirrello, Camporeale e Monreale; per la provincia di Agrigento il territorio di Sciacca, Menfi, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia, per citare i comuni più rappresentativi. I territori in oggetto possono essere individuati anche attraverso la chiave di lettura delle DOC: Alcamo e Monreale maggiormente afferenti alla provincia di Palermo; Marsala, Delia Nivolelli, Moscato di Pantelleria per la provincia di Trapani; Sciacca, Menfi, S.Margherita Belice, Sambuca di Sicilia per la provincia di Agrigento.
Caratteristiche produttive
La vitivinicoltura siciliana si sviluppa principalmente nella provincia di Trapani, che detiene la maggior parte della superficie destinata a vigneto, con una superficie media nel decennio 1996-2006, pari a 65 mila ettari (44 % del totale regionale). La produzione media annua di uva da vino raccolta nella provincia di Trapani, nello stesso periodo, ammonta a 5.580 mila q.li pari al 60,2% dell’uva da vino prodotta in Sicilia. Le provincia di Agrigento è la seconda provincia siciliana, con una superficie media destinata a vite da vino pari a 32 mila ettari e produzioni annue medie di uva da vino pari a poco più di 2 milioni di quintali. Segue Palermo, con una superficie media di
21 mila ettari e produzioni annue medie di uva da vino pari a 1,84 milioni di quintali. La produzione complessiva (espressa come produzione ai prezzi di base) della viticoltura nel distretto agroindustriale della Sicilia occidentale contribuisce in modo significativo alla produzione vitivinicola dell’intera regione con valori che dal 2002 al 2004 sono variati in un intervallo compreso tra il 79% e l’83%. L’area sopra descritta include ben nove denominazioni origine controllata (DOC), sul totale dell’intera regione, e cinque indicazioni geografiche tipiche (IGT) e quindi si propone come polo produttivo di vini dalle caratteristiche qualitative ben definite e contrassegnate da un’elevata tipicità. Inoltre, se si osservano i dati produttivi emerge che la media della produzione totale di vino a denominazione d’origine controllata del distretto vitivinicolo della Sicilia Occidentale, nel quinquennio 2000-2005, è pari all’86,5% della produzione vinicola a denominazione d’origine controllata dell’intera Sicilia, dato che illustra le potenzialità dell’area nei confronti delle produzioni di qualità a marchio d’origine, che spesso rappresentano e promuovono nei mercati internazionali l’immagine delle produzioni enologiche di tutta l’Isola.
Attività economiche
Se è vero che la produzione di vino nei territori in oggetto è fonte di sostentamento per una larga fascia della popolazione, il movimento vitivinicolo si caratterizza per un’ancora modesta capacità di commercializzazione in bottiglia del prodotto finito. La larga maggioranza delle aziende produttrici di vino è costituita da strutture cooperative e cantine, ancora orientate in prevalenza alla produzione di vino sfuso di bassa qualità, mentre emergono nel panorama internazionale le strutture siciliane dotate di un intenso dinamismo evolutivo ma ancora poco rappresentative in termini quantitativi, nelle quali l’organizzazione e le strutture produttive sono basate sull’alta professionalità e su gestioni fortemente marketing oriented. La forma giuridica prevalente è costituita dalle società di capitale (38%), seguita dalle imprese individuali (24%), dalle cooperative (23%),dalle società di persone (14%) e dagli organismi associativi (1%).
Natura e grado di internazionalizzazione
Il 74% delle aziende vinicole intervistate nell’ambito della ricerca del Co.Re.Ras, colloca i propri prodotti sia nei mercati regionali, che su quelli nazionali ed internazionali, il 6,3% vende in Sicilia e in Italia, l’8,9% vende in Sicilia e all’estero, il 3,8% vende in Italia e all’estero, l’1,3% vende solo all’estero e solo il 5% vende esclusivamente all’interno del territorio siciliano.
Dai dati aggregati di vini e mosti esportati viene confermato il principale destinatario delle esportazioni vinicole siciliane, la Francia, con più di 1.500.000 ettolitri esportati: il Paese d’Oltralpe ha rappresentato in termini quantitativi il 74,8% delle spedizioni regionali, ma solo il 47,8% in valore, in ragione della bassa qualità dei prodotti che importa. Secondo mercato cliente il Regno Unito, con quote pari al 5% in volume e del 14% in valore, seguito da Spagna, Germania, Stati Uniti, Giappone e Svizzera.
 
La Storia Letteratura Curiosità La Produzione
Dalla parte del consumatore
Il consumatore non chiede più solo cibo sicuro dal punto di vista igienico – sanitario, ma prodotti migliori dal punto di vista organolettico e nutrizionale, prodotti tipici e tradizionali, non più anonimi, ma frutto di specifici territori e spesso di tradizioni secolari.
Oggi il consumatore, vuol ritrovare nel cibo il sapore delle origini e dei ricordi, il gusto della ricerca e della scoperta, e il piacere della convivialità, con l’obiettivo di impedire una globalizzazione gastronomica che porterebbe ad un appiattimento dei gusti.

Gli operatori del settore non possono più trovarsi impreparati di fronte alla domanda della clientela che si aspetta di trovare un’offerta di prodotti di qualità su cui vuole essere informata e rassicurata. Devono imparare a tutelare e valorizzare la cultura e la civiltà del buon mangiare e del buon bere e a dilungare la tradizione dei nostri prodotti tipici, improntando la loro offerta enogastronomica sui prodotti delle località di qualità.

L’esigenza di una filiera controllata nasce dalla necessità di sviluppare prodotti che rispettano pienamente criteri di rintracciabilità totale, trasparenza totale, controllo in tutte le fasi critiche e naturalità delle produzioni, garantendo ai consumatori la sicurezza e la qualità dei prodotti. Alla base dei prodotti di filiera controllata ci sono: la scelta accurata della produzione e dei fornitori.
La caratterizzazione vitivinicola della Sicilia
La caratterizzazione vitivinicola della Sicilia  è influenzata dalla dimensione del settore che considerata come contributo all’economia agricola regionale – pari all’11% – è tra le maggiori delle regioni italiane, ma analizzata in valore assoluto (464 milioni di €), è seconda solo alla Puglia. A questo fa riscontro la minore incidenza in assoluto tra tutte le regioni italiane del segmento DOC-DOCG, che supera appena l’1%.
Per il settore delle denominazioni per le quali è stato possibile rilevare i dati completi  sono 17, tra cui una DOCG. A tali denominazioni corrispondono in Albo meno di 1.330 aziende e circa 4.200 ettari di SAU. Una prima notazione importante per caratterizzare il comparto regionale è la SAU effettivamente in produzione che risulta inferiore ai 1.500 ettari, con una incidenza su quella iscritta quindi del 36%. Si tratta del valore più basso tra tutte le regioni e indica già la debole vocazione all’utilizzazione dei marchi DOC - DOCG nella produzione finale (è superiore ai 227.000 pari a meno del 2% del totale nazionale).
Per il vino nel suo complesso il peso regionale supera invece l’11% del totale nazionale e, a questo proposito, va notato che la resa apparente che si registra in Sicilia – circa 59 quintali/ha – è tra le più basse che si riscontrano in Italia.
Il vino più prodotto in Sicilia è il Marsala la cui produzione del 2004 è stata stimata in quasi 140.000 hl, valore che porterebbe il vino siciliano tra le prime 20 DOC italiane e che incide per il 61% sul totale della produzione regionale.
Al Marsala segue l’Alcamo, i cui dati relativi alla provincia di Palermo, sono stati integrati con quelli della provincia di Trapani. L’Alcamo con quasi 30.000 hl rappresenta il 13% del totale. Si avrebbe quindi, come già visto in altre regioni italiane, un grado di concentrazione molto alto in due denominazioni che, in questo caso, corrisponde anche ad una concentrazione territoriale, visto che con 12.500 hl circa il quarto vino per produzione sarebbe il Moscato di Pantelleria, anch’esso ricadente quindi nella provincia di Trapani.
Prima del Moscato di Pantelleria per produzione si piazza l’Etna che con oltre 13.000 hl costituisce meno del 6% della produzione regionale di vini DOC-DOCG. A questo segue il Cerasuolo DOCG, con il 4,4%, il Menfi con il 2,5%,
e l’Eloro con il 2,2%.
Da notare che per tutti i vini citati l’incidenza in termini di prodotto finale è maggiore rispetto a quella che si registra considerando la SAU in produzione. Il dato è quasi sempre dovuto alla maggiore resa in uve.

Area Geografica Prodotti di filiera
Trapani. Le filiere produttive eccellenti
Agroalimentare in provincia di Catania
La filiera ortofrutticola in provincia di Ragusa