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| I VINI |
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| I Vini di Sicilia. Da antichi vitigni, vini moderni |
Per rendere più comprensibile la gerarchia qualitativa dei vini, possiamo pensare ad una colonna suddivisa in quattro livelli. Al primo livello, quello alla base della colonna, troviamo i Vini da tavola generici, al secondo livello incontriamo i vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT). I livelli più alti della piramide sono invece occupati dalla categoria più nobile, e cioè quella dei vini DOC, a Denominazione di Origine Controllata e dei vini DOCG, a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. L'elemento caratterizzante delle categorie IGT, DOC e DOCG è rappresentato dal cosiddetto DISCIPLINARE DI PRODUZIONE.Il disciplinare di produzione è un insieme di vincoli qualitativi a cui attenersi nella produzione di un vino (ad esempio esso contiene: la delimitazione del territorio di origine, i vitigni da utilizzare, la gradazione alcoolometrica minima, la resa massima delle uve per ettaro, ecc.) Tale disciplinare, assente per i vini da tavola, è presente già per i vini IGT e diventa progressivamente più restrittivo per le DOC e le DOCG. Assume una importanza essenziale il coinvolgimento dei vari Vitigni ( uve ) che vengono utilizzati in definite quantità e proporzioni per caratterizzare le varie tipologie di vini.
La Sicilia è caratterizzata da una configurazione del territorio molto varia. Si passa da ambienti collinari ad ambienti di pianura e della fascia costiera; ciò influenza notevolmente la tipologia di vini ottenuti. I paesaggi subiscono delle variazioni passando dagli ambienti vicini alla costa, caratterizzati da pianure con andamento ondulato, fino ad arrivare alle colline e montagne man mano che ci addentriamo nell'entroterra della Sicilia. Ad un'orografia così varia corrispondono microclimi diversi che consentono la coltivazione di molteplici vitigni sia bianchi che rossi, con una certa prevalenza dei primi. Le forme di allevamento più diffuse sono: controspalliera, alberello e tendone. Le varietà più diffuse sono il catarratto, il trebbiano, l'inzolia e il grecanico per le uve bianche, mentre le uve nere sono rappresentate dal nerello mascalese, nero d'Avola e cerasualo. Negli ultimi anni gli agricoltori tendono a rivalutare vecchie varietà locali o ad introdurne nuove per adeguare il prodotto alle tendenze del mercato. Negli ultimi anni, inoltre, è presente una vasta gamma di vini di "nuova produzione" le cui caratteristiche corrispondono all'evoluzione del gusto del consumatore che ricerca vini leggeri, frizzanti e aromatici. A questi si affiancano i vini a Indicazione Geografica e quelli a Denominazione d'Origine controllata (D.O.C.G.). I vini DOCDOCG rappresentano un quota non rilevante dell'intera produzione regionale, maggiore rappresentatività, per questa produzione certificata, riveste la provincia di Trapani.
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Vini Doc siciliani |
La caratterizzazione vitivinicola della Sicilia è influenzata dalla dimensione del settore che considerata come contributo all’economia agricola regionale – pari all’11% – è tra le maggiori delle regioni italiane, ma analizzata in valore assoluto (464 milioni di €), è seconda solo alla Puglia. A questo fa riscontro la minore incidenza in assoluto tra tutte le regioni italiane del segmento DOC-DOCG, che supera appena l’1%. Per il settore delle denominazioni per le quali è stato possibile rilevare i dati completi sono 17, tra cui una DOCG. A tali denominazioni corrispondono in Albo meno di 1.330 aziende e circa 4.200 ettari di SAU. Una prima notazione importante per caratterizzare il comparto regionale è la SAU effettivamente in produzione che risulta inferiore ai 1.500 ettari, con una incidenza su quella iscritta quindi del 36%. Si tratta del valore più basso tra tutte le regioni e indica già la debole vocazione all’utilizzazione dei marchi DOC - DOCG nella produzione finale (è superiore ai 227.000 pari a meno del 2% del totale nazionale). Per il vino nel suo complesso il peso regionale supera invece l’11% del totale nazionale e, a questo proposito, va notato che la resa apparente che si registra in Sicilia – circa 59 quintali/ha – è tra le più basse che si riscontrano in Italia. Il vino più prodotto in Sicilia è il Marsala la cui produzione del 2004 è stata stimata in quasi 140.000 hl, valore che porterebbe il vino siciliano tra le prime 20 DOC italiane e che incide per il 61% sul totale della produzione regionale. Al Marsala segue l’Alcamo, i cui dati relativi alla provincia di Palermo, sono stati integrati con quelli della provincia di Trapani. L’Alcamo con quasi 30.000 hl rappresenta il 13% del totale. Si avrebbe quindi, come già visto in altre regioni italiane, un grado di concentrazione molto alto in due denominazioni che, in questo caso, corrisponde anche ad una concentrazione territoriale, visto che con 12.500 hl circa il quarto vino per produzione sarebbe il Moscato di Pantelleria, anch’esso ricadente quindi nella provincia di Trapani. Prima del Moscato di Pantelleria per produzione si piazza l’Etna che con oltre 13.000 hl costituisce meno del 6% della produzione regionale di vini DOC-DOCG. A questo segue il Cerasuolo DOCG, con il 4,4%, il Menfi con il 2,5%, e l’Eloro con il 2,2%. Da notare che per tutti i vini citati l’incidenza in termini di prodotto finale è maggiore rispetto a quella che si registra considerando la SAU in produzione. Il dato è quasi sempre dovuto alla maggiore resa in uve.
Bibliografia: I migliori vini d’Italia-Sicilia. Andrea Gabrielli.Regione Sicilia/Hbby&Work. 2002 Guida Touring. Vini d’Italia. Touring. Club Italiano.Marzo 2003 Guida Touring. L’Italia dell’Olio. Club Italiano.Agosto 2003 Guida Touring. L’Italia dei Formaggi. Touring Club Italiano.Novembre 2002 Guida Touring. Artigianato, sapori e tradizioni d?Italia. Touring Club Italiano.Agosto 2000 Sikania. Mensile di attualità turismo e cultura. N.4 Aprile 2003 Giuda ai Servizi per le imprese. Unioncamere/MediaCamere. 2002 Un Mondo che Scompare. Giuseppe La Placa. A cura del Comune di Petralia sottana.
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| Elenco
Tipologia Prodotto |
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