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| I prodotti biologici |
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| Il Biologico. Pacifica rivoluzione |
Una pacifica rivoluzione sta attraversando l'agricoltura italiana: sono gli alimenti biologici. Li riconosci perché riportano in etichetta la dicitura "Da agricoltura biologica" e hanno sapori autentici e pieni. L'agricoltura biologica, pur affondando le radici nel passato, rappresenta un balzo verso un futuro di ricerca dei sapori naturali e della qualità, di responsabilità ecologica e consapevolezza. In tutta Italia sono 54mila le aziende che hanno scelto di coltivare i loro prodotti senza ricorrere a concimi, diserbanti, insetticidi, anticrittogamici. Tutto il ciclo della produzione, dalla preparazione del terreno per la semina fino alla vendita del prodotto finito, è sottoposto ai controlli di organismi specializzati appositamente riconosciuti dallo Stato, che certificano e garantiscono il pieno rispetto delle normative e dei disciplinari di produzione. L'impegno degli agricoltori biologici però non è solo rivolto alla qualità dei prodotti, ma anche alla salvaguardia dell'ambiente. Per mantenere e aumentare la fertilità naturale di un terreno ben tenuto, gli agricoltori biologici praticano le rotazioni agrarie, una tecnica che deriva dalla millenaria sapienza contadina, mentre la concimazione avviene con materiale organico. Per salvaguardare la naturale ricchezza del suolo evitano macchinari pesanti e scelgono varietà robuste e resistenti: non producono le strabilianti quantità dell'agricoltura convenzionale, ma certamente non esigono trattamenti chimici di sintesi. Pongono la massima attenzione al benessere degli animali: la regolamentazione comunitaria proibisce l'allevamento in gabbia. Inoltre rifiutano l'ingegneria genetica: i prodotti da agricoltura biologica sono tutti ogm free. Molte aziende di trasformazione dei prodotti alimentari condividono questi criteri di qualità. Il consumatore attento può così trovare non solo cereali, frutta e verdura di produzione biologica, ma anche farine, pane, biscotti, cracker, fette biscottate, fiocchi di cereali, pasta, riso, latte fresco e a lunga conservazione, yogurt, formaggi, uve per la produzione di vino, frutta secca, marmellate e confetture, succhi di frutta, miele, olio extra vergine d'oliva, olio di semi, passata di pomodoro, conserve, carne, surgelati, e addirittura merendine e gelati.
Fonte. Naturalmenteitaliano.com
www.naturalmenteitaliano.com |
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Riferimenti Normativi |
Regolamento (Ce) n. 2092/91 del Consiglio del 24 giugno 1991 Si tratta del testo di riferimento sul settore, da cui partono le successive modifiche e integrazioni. Esso stabilisce il campo di applicazione, le regole produttive, le caratteristiche dei controlli e dell'etichettatura, e in che modo possono avvenire le importazioni da paesi extra-Ue. Regolamento (Ce) n. 1804/99 del Consiglio del 19 luglio 1999 Questo Regolamento completa il regolamento Cee n. 2092/91, introducendo le norme sulla zootecnia biologica. Regolamento (Ce) n. 331/2000 della Commissione del 17 dicembre 1999 Introduce il logo comunitario per i prodotti biologici. Decreto Legislativo n. 220/95 del 17 marzo 1995 Tramite questo decreto il Ministero delle Politiche agricole e forestali è l'autorità che sovraintende ai controlli e al coordinamento delle attività, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria. Il Decreto stabilisce anche i requisiti che devono possedere gli organismi di controllo e in che modo essi possono essere riconosciuti. Inoltre attribuisce al Mipaf e alle Regioni la vigilanza sugli organismi stessi. Decreto ministeriale n. 91436 del ministero delle Politiche agricole e forestali del 4 agosto 2000 Disciplina la normativa italiana sulle produzioni zootecniche biologiche, in base a quanto disposto dal regolamento Ce n. 1804/99.
Come si riconosce I prodotti biologici i cui ingredienti sono composti per almeno il 95% da materie prime biologiche si riconoscono perché riportano in etichetta la dicitura "Da agricoltura biologica". Inoltre, sempre in etichetta, compare il nome per esteso dell’organismo di controllo, la relativa autorizzazione ministeriale e una serie di lettere e cifre che sono la "carta d’identità" del prodotto e del produttore: IT (Italia), Xyz (sigla dell’organismo di controllo), 1234 (codice dell’azienda), F (prodotto fresco) o T (prodotto trasformato), 000000 (codice di autorizzazione alla stampa di etichette per i quantitativi certificati di produzione). Il prodotto da agricoltura biologica può anche essere caratterizzato dal logo comunitario introdotto dal Reg. CEE n.331/2000. Se la percentuale di ingredienti bio che compongono il prodotto è pari almeno al 70% (o più) ma non arriva al 95% non si può indicare in etichetta la dicitura "Da agricoltura biologica". Occorre però indicare la percentuale di ingredienti ottenuti con metodo biologico e la restante parte deve essere riferita a materie prime indicate in uno speciale elenco Cee di prodotti non disponibili o poco disponibili come biologici nella Ue. Il resto dell’etichetta è uguale a quella dei prodotti biologici al 95%.
Fonte. www.naturalmenteitaliano.com
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| Elenco
Tipologia Prodotto |
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